Bicentenario della guerra napoleonica

Il ruolo dell’Italia nella guerra napoleonica in Russia

Alle guerre di Napoleone hanno partecipato circa 34 milioni di militari di cui 1,6 milioni non erano francesi. Fra questi ultimi 450mila erano italiani provenienti dal Regno d'Italia (217.000); dal Regno di Napoli (50.000); ed, inoltre, degli italiani presenti in vari reggimenti francesi (164.000). Alla campagna russa del 1812 nel IV Corpo della Grande Armée furono presenti circa 22.000 italiani.

 

Il Quarto Corpo della Grande Armée

Il Corpo d’osservazione italiano, istituito nell’aprile 1811, il 1 aprile 1812, divenne il Quarto Corpo della Grande Armée di cui prese il comando il Vicerè d’Italia, figliastro di Napoleone:  Eugenio di Beauharnais.

Il Corpo d’armata era composta dalla 13°, 14° e 15° divisione di fanteria, della Guardia Reale Italiana e della Cavalleria.  Al giugno del 1812 il Corpo d’armata includeva 54 battaglioni di fanteria, 15 compagnie del reggimento artiglieria, 20 squadroni, 5 compagnie di cavalleria, 8 batterie di artiglieria, 4 unità di servizi, 4 compagnie del genio, una compagnia di marinai e un reparto carreggiato. In totale, il Corpo d’armata contava 45.300 uomini (di cui 1.447 ufficiali), circa 9.500 cavalli e 116 cannoni. 

Le truppe italiane, con circa 20.300 uomini rappresentavano il 45,5 % del personale effettivo del Corpo d’Armata. Inoltre, gli italiani facevano parte del 111°  Reggimento Piemonte e del 113° Reggimento Toscana di  fanteria di linea.

Inizio della Campagna di Russia

Tra il 18 (30) giugno e il 19 giugno (1 luglio) il Corpo d’armata attraversò il fiume Niemen. Durante l’avanzamento verso Vitebsk, nei pressi di Ostrowno, Kakuwyachin e sul torrente Lutchissa, il Corpo d’armata ebbe scontri con la retroguardia russa nel corso della quale, in maniera esemplare, si distinsero le compagnie dei volteggiatori del Nono Reggimento fanteria di linea. Senza schierarsi in quadrato, respinsero l’attacco dei cosacchi della Guardia Imperiale e si meritarono l’approvazione di Napoleone. 

La 14° Divisione di fanteria passò alla riva destra del fiume Koloch' servendosi dei quattro ponti costruiti sopra il Borodino dai genieri del Corpo d’armata, per poi essere coinvolta nella battaglia contro la batteria di Kurgan (batteria di Rayevskiy). Alle ore 9 essa cercò di avvicinarsi di nuovo alla batteria di Kurgan, però subì un forte fuoco d'artiglieria e si ritirò. Attorno alle ore 15 Еugenio di Beauharnais mandò la divisione all'attacco determinato contro la batteria di Kurgan. Tre battaglioni del Nono Reggimento di linea attaccarono il lato destro della fortificazione irrompendo attraverso il muretto; il 35° Reggimento di linea, che attaccava più a sinistra, costrinse alla ritirata oltre il burrone Goritskiy le unità della 24° Divisione della fanteria russa. Dopo l'occupazione della batteria di Kurgan, il Nono Reggimento di linea avanzò e respinse a fuoco il contrattacco della cavalleria russa. Più tardi i Reggimenti della Divisione furono portati indietro. 
Durante i combattimenti del 24-26 agosto (5-7 settembre) il Corpo d’armata, insieme alla Divisione di cavalleria bavarese aggiunta, perse due generali uccisi e due feriti; 37 ufficiali uccisi e 149 feriti; 5 cannoni abbandonati.
L'111° Reggimento di fanteria di linea (piemontese)  subì delle grandi perdite nella battaglia di Shevardinskoye, e di conseguenza furono sciolti i suoi battaglioni (quarto e sesto).

Occupazione di Mosca

Il 27 agosto (8 settembre) si unì al Corpo d’armata la 15° Divisione di fanteria (circa 6.500 uomini). Il 28 agosto (9 settembre) Е. Beauharnais svoltò verso Ruza, il 30 agosto (12 settembre) entrando a Zvenigorod, mentre il 3 (15) settembre le truppe del Corpo d’armata entrarono trionfanti a Mosca attraverso l’avamposto di Tver'.

La 15° Divisione si dislocò presso il Palazzo Petrovskiy, a protezione di Napoleone dall'incendio della città in atto; la 13° Divisione si accampò presso il villaggio Alekseyevskoye; la 14° Divisione a Butyrki, mentre la Guardia Reale Italiana stette nella zona attigua alla Via Tverskaya. L'8 (20) settembre il Corpo d’armata aveva 27.300 uomini pronti al combattimento. 

L’8 (20) agosto il Corpo d’armata si appostò in altura a nord di Smolensk. A partire dal 16 (28) agosto, la sua avanguardia ebbe scontri quotidiani con la retroguardia russa.
Al 21 agosto (2 settembre) il Corpo d’armata contava 23.500 uomini, circa 5.500 cavalli e 88 cannoni. Spostandosi a sinistra della Via Novaya Smolenskaya, il 24 agosto (5 settembre) le truppe di Beauharnais lasciarono alle spalle il Monastero di Kolotskoe e misero l'accampamento in altura, a nord del villaggio Valuyevo.

La battaglia di Borodino

Le unità di avanguardia della 13°  divisione cercarono, più volte, di occupare il villaggio di Borodino ma furono respinte dal reggimento cacciatori della Guardia Imperiale col sostegno della cavalleria. 
Nella battaglia di Borodino del 26 agosto (7 settembre), il Corpo d’armata –  con il sostegno della Prima e della Terza divisione di fanteria del Primo Corpo d’armata, e con il Terzo Corpo d’armata del Corpo di riserva della cavalleria – rappresentava l'Ala sinistra della Grande Armée. 

 

La notte del 26 agosto (7 settembre) la 13°  divisione occupò la posizione di partenza, di fronte a Borodino. Alle 6 di mattina, con l'aiuto di nebbia, il 106° Reggimento di linea irruppe nel villaggio e, dopo uno sferrato combattimento, lo occupò, oltrepassando il fiume Koloch', per poi subire il contrattacco dei tre reggimenti di Cacciatori russi. Questi inflissero al Reggimento napoleonico notevoli perdite costringendolo a ripiegare (nello scontro perse la vita il Generale Plauzonne). In aiuto al 106° Reggimento fu inviato il 92° Reggimento di linea e, di conseguenza, la Prima Brigata della divisione si stabilì a Borodino. Durante l'incursione di Platov e Uvarov, schierandosi in quadrato, l'84° reggimento di linea respinse con il fuoco di tre attacchi del Reggimento Ussari della Guardia Imperiale ma poi, sotto il fuoco dell'artiglieria a cavallo, si dovette ritirare sulla riva destra del fiume Voyna, schierandosi in quadrato proteggendo E. Beauharnais dagli attacchi della cavalleria russa. Nello stesso tempo, il 92° reggimento di linea respinse gli attacchi del Reggimento Ussari di Elisavetgrad.

L’assalto alla batteria di Kurgan

La Guardia Reale Italiana prese parte al respingimento dell’incursione di Platov e Uvarov: il generale Lechi dispose la fanteria a scacchiera in quadrati di battaglione e con il fuoco respinse tutti gli attacchi dei Cosacchi. Successivamente, la Guardia Reale Italiana fu spostata nella riserva delle truppe che presero d'assalto la batteria di Kurgan. 

La 14° Divisione di fanteria passò alla riva destra del fiume Koloch' servendosi dei quattro ponti costruiti sopra il Borodino dai genieri del Corpo d’armata, per poi essere coinvolta nella battaglia contro la batteria di Kurgan (batteria di Rayevskiy). Alle ore 9 essa cercò di avvicinarsi di nuovo alla batteria di Kurgan, però subì un forte fuoco d'artiglieria e si ritirò. Attorno alle ore 15 Еugenio di Beauharnais mandò la divisione all'attacco determinato contro la batteria di Kurgan. Tre battaglioni del Nono Reggimento di linea attaccarono il lato destro della fortificazione irrompendo attraverso il muretto; il 35° Reggimento di linea, che attaccava più a sinistra, costrinse alla ritirata oltre il burrone Goritskiy le unità della 24° Divisione della fanteria russa. Dopo l'occupazione della batteria di Kurgan, il Nono Reggimento di linea avanzò e respinse a fuoco il contrattacco della cavalleria russa. Più tardi i Reggimenti della Divisione furono portati indietro. 
Durante i combattimenti del 24-26 agosto (5-7 settembre) il Corpo d’armata, insieme alla Divisione di cavalleria bavarese aggiunta, perse due generali uccisi e due feriti; 37 ufficiali uccisi e 149 feriti; 5 cannoni abbandonati.
L'111° Reggimento di fanteria di linea (piemontese)  subì delle grandi perdite nella battaglia di Shevardinskoye, e di conseguenza furono sciolti i suoi battaglioni (quarto e sesto).

Occupazione di Mosca

Il 27 agosto (8 settembre) si unì al Corpo d’armata la 15° Divisione di fanteria (circa 6.500 uomini). Il 28 agosto (9 settembre) Е. Beauharnais svoltò verso Ruza, il 30 agosto (12 settembre) entrando a Zvenigorod, mentre il 3 (15) settembre le truppe del Corpo d’armata entrarono trionfanti a Mosca attraverso l’avamposto di Tver'.

La 15° Divisione si dislocò presso il Palazzo Petrovskiy, a protezione di Napoleone dall'incendio della città in atto; la 13° Divisione si accampò presso il villaggio Alekseyevskoye; la 14° Divisione a Butyrki, mentre la Guardia Reale Italiana stette nella zona attigua alla Via Tverskaya. L'8 (20) settembre il Corpo d’armata aveva 27.300 uomini pronti al combattimento. 

Il 14 (26) settembre dal Corpo d’armata fu distaccata la formazione del generale J. Broussier (la 14° Divisione di fanteria e la maggior parte del Corpo d’armata di cavalleria), che fu inviata nella zona del villaggio B. Vyazma per proteggere la Via Mozhayskaya. Successivamente, il 4 (16) ottobre, essa si spostò sulla Via Novaya Kaluzhskaya.
Dal 23 settembre (5 ottobre) al 1 (13) ottobre, la 13°  Divisione di fanteria, rafforzata dalla 13°  brigata di cavalleria leggera, intraprese la spedizione verso Dmitrov. Il 7 (19) ottobre le forze principali del Corpo d’armata, in avanguardia alla Grande Armée, uscirono da Mosca e si diressero a Kaluga, e il 9 (21) ottobre si unirono nel villaggio Fominskoye con la formazione del generale Broussier. A quel tempo il Corpo d’armata contava circa 25.000 uomini e 92 cannoni.

La ritirata

L’11 (23) ottobre le truppe di Beauharnais occuparono Maloyaroslavets, e il 12 (24) ottobre si distinsero nell’omonima battaglia dove subirono la perdita di 5 mila uomini tra uccisi e feriti, di cui 8 generali e oltre 300 ufficiali. Vi rimasero feriti i Generali Pino, Fontana, Levie ed i Colonnelli Varese, Dubois, Casella, Lachaise, Loro e Omodeo.

Durante la ritirata della Grande Armée, nella direzione di Smolensk, il Corpo d’armata (12-13.000 uomini) prese parte ai combattimenti a Vyazma; il 26 ottobre (7 novembre) vicino a Dorogobuzh esso svoltò dalla strada principale e, perseguitato dai Cosacchi del Generale М. I. Platov, si avviò nella direzione di Smolensk percorrendo vie secondarie. Il 28-29 ottobre (9-10 novembre), nella traversata del fiume Vop’, fu costretto ad abbandonare 64 cannoni e quasi tutto il reparto carreggiato.

Il 1 (13) novembre le truppe di Еugenio di  Beauharnais entrarono a Smolensk, e il 3 (15) novembre si diressero a Orsha, con 5 mila uomini e 17 cannoni nello schieramento ed altri 6.000 uomini che li seguivano fuori schieramento. Nella battaglia del 4 (16) novembre, presso Krasnoye, il Corpo d’armata perse tutti i cannoni e circa 2.200 uomini come prigionieri di guerra. 

Il 35° Reggimento di linea, schierandosi in quadrato, resistette coraggiosamente al fuoco dell’artiglieria e dei tiratori russi, nonché alla pressione della Cavalleria. Tuttavia, nella ritirata, anch’esso fu travolto dall'attacco dei Reggimenti Dragoni di Mosсa e di Kargopol’ e fu praticamente annientato, perdendo la propria Aquila. Durante la marcia dell’ 8 (20) novembre da Orsha, il Corpo d’armata contava circa 3.000 uomini, di cui non più di 500 equipaggiati, rappresentati principalmente dai soldati della Guardia Reale Italiana.

Liberazione del territorio russo

Il 17 (27) novembre i resti del Corpo d’Armata attraversarono il fiume Berezina, ed il 30 novembre (12 dicembre) lasciarono i confini della Russia, passando attraverso il Niemen nelle vicinanze di Kovna.
Il 19 (31) dicembre di tutto il Corpo d’Armata rimasero 547 ufficiali e 1.070 soldati.