Bring back those colours

Le Giornate della Cultura Russa

Settembre - Dicembre 2015
Roma / Expo Milano 2015 - Padiglione Russia - Padiglione Nepal

25/27 Settembre
CORNER D MAXXI (MUSEO NAZIONALE DELLE ARTI DEL XXI SECOLO), Via Guido Reni 4/a

29 Settembre
PADIGLIONE RUSSIA EXPO MILANO 2015
 
“Bring back those colours – Ridateci quei colori” – è un progetto fotografico realizzato in Nepal tra Dicembre 2014 e Luglio 2015, nel periodo rispettivamente antecedente e susseguente i devastanti terremoti del 25 Aprile e del 12 Maggio che hanno sconvolto il paese e la sua popolazione. Lo scopo dell’iniziativa è quello di contribuire alla ripresa economica, culturale, sociale di un paese che fatica a contare i suoi morti e a quantificare i danni al patrimonio artistico-culturale. “Bring Back Those Colours” si pone, infatti, l’obiettivo di devolvere all’UNICEF Italia il ricavato netto della mostra fotografica, della vendita delle opere e delle altre donazioni ricevute spontaneamente.

Il progetto porrà in relazione immagini scattate prima e dopo il sisma, così da mostrare ciò che è cambiato nei rapporti, negli ambienti e nella vita degli individui. Riavere indietro quei colori è un obiettivo che può essere raggiunto tramite la consapevolezza che la solidarietà può essere amica e complice dell’essere umano ma, soprattutto, fonte di creazione di valore.

ARCO per EXPO2015

BRING BACK THOSE COLOURS (BBTC) – COMUNICATO STAMPA

Bring Back Those Colours è una mostra che nasce dal viaggio di un fotografo attraverso i visi, le cerimonie, i templi e la vita di tutti i giorni, nella spettacolare cornice del Nepal.
L’esperienza del giovane fotografo Jacopo Brogioni, appassionato di viaggi, culture e situazioni sociali, è narrata da foto di grande impatto visivo.

Il progetto ritrae e racconta i colori del Nepal pochi mesi prima della distruzione e la vita del paese dopo i terremoti. Il fotografo è stato, infatti, di nuovo in viaggio per testimoniare la situazione drammatica ed il dolore dopo la tragedia. Muovendosi lungo un percorso variabile, ha attraversato le zone più colpite dai sismi tra le quali il distretto di Gorkha e i villaggi di Simjung, Dhodeni e Baluwa, i distretti di Kathmandu e Sindhupalchock e le città di Bhaktapur e Pokhara.

La mostra è stata inaugurata il 24 Settembre al Corner D del Museo nazionale delle Arti del XXI secolo di Roma (MAXXI) in via Guido Reni, 4 A dove resterà esposta fino al 27 Settembre per spostarsi poi lungo un tour itinerante.

Il 29 Settembre BBTC è approdata ad EXPO Milano, presso il padiglione della Federazione Russa. La Russia infatti è un paese che sempre si è fatto trovare in prima linea nel soccorrere popolazioni vittime di catastrofi naturali: ricordiamo che in occasione del tragico terremoto di Messina e Reggio Calabria del 1908 fu una nave russa a prestare i primi soccorsi così anche in Nepal ha dato il suo importante contributo. Ecco perché nei giorni dal 3 al 6 ottobre un selezione delle opere del fotografo sono esposte presso il Padiglione Nepal.

Successivamente la mostra si sposterà in altre città d’Italia (Messina e Reggio Calabria) ed estere (Mosca).

Per realizzare il progetto, che è in favore di UNICEF, è nata un’ associazione di giovani determinati a contribuire alla ripresa del Nepal, oltre che collaborazioni e sinergie che porteranno alla realizzazione di un libro. La mostra si prefigge, infatti, di aiutare attivamente il lavoro di ricostruzione, affinché si possa contribuire a ridare vita al paese.

In collaborazione con la Fondazione Internazionale Accademia Arco e il patrocinio della Regione Lazio.
 
Jacopo Brogioni

Sono un giovane fotografo con la passione per il viaggio.

Nascendo professionalmente come fotografo di scena ho sempre avuto il compito di raccontare attraverso il mio punto di vista le scene e i personaggi sui set cinematografici.

Da vero “travel addicted” ho sfruttato ogni occasione possibile per girare il mondo, per entrare in contatto con culture e situazioni sociali sempre diverse. La versatilità del mio lavoro mi ha permesso di concepire ogni singolo viaggio come un potenziale progetto fotografico, un lavoro nel quale il mio compito è sempre lo stesso: ritrarre scene, i cui personaggi sono persone vere.

Ogni paese è per me come un grande set, per il fascino che trasmette, un fascino privo di finzione. In ogni luogo catturo scene di vita quotidiana, per la maggior parte focalizzandomi sull’elemento umano nella società e nei rapporti che si instaurano al suo interno.

Concentro il mio interesse sul volto umano e su tutto ciò che è possibile trasmettere mediante esso, sulle differenze culturali e caratteriali individuabili tramite lo sguardo.

La mia attenzione è catturata dalle semplici azioni comuni che gli individui compiono, poiché queste raccontano tanto del loro modo di essere.

Mi piace definire il mio lavoro come una forma di fotografia socio – antropologica.